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Tutti i dintorni Fra palazzo e prigioni

Ponte dei Sospiri

Un ponte chiuso in pietra bianca scavalca il Rio di Palazzo e collega Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove. Il nome è ottocentesco e romantico, la funzione per cui fu costruito era molto più prosaica.

Dietro Palazzo Ducale
Ponte dei Sospiri, Venezia
Ponte dei Sospiri, Venezia — foto dell'archivio di Domus dei Fabbri

È piccolo, sta in un rio laterale e quasi tutti lo fotografano dallo stesso punto: eppure il Ponte dei Sospiri è fra le immagini più riconoscibili di Venezia. Un passaggio coperto in pietra d'Istria bianca, sospeso sopra il Rio di Palazzo, con due finestrelle chiuse da grate di pietra lavorata.

A cosa serviva davvero

Il ponte fu costruito all'inizio del Seicento su progetto di Antonio Contin e collega Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove, l'edificio realizzato dall'altra parte del rio quando le celle interne al palazzo non bastarono più. Serviva a spostare i detenuti fra le sale delle magistrature e le carceri senza farli passare per la strada. All'interno non è un unico corridoio ma due passaggi paralleli e separati, in modo che i percorsi non si incrociassero.

Il nome, e chi lo ha inventato

Nessun documento della Repubblica lo chiama così: il nome nasce nell'Ottocento, in piena stagione romantica, e viene comunemente attribuito a Lord Byron, che immaginò i sospiri dei condannati nell'ultimo sguardo alla laguna prima della cella. È una bella immagine più che una descrizione, perché quando il ponte entrò in funzione le condanne capitali erano ormai rare e le Prigioni Nuove ospitavano soprattutto reati minori. Vale comunque la pena affacciarsi alle grate dall'interno, durante la visita a Palazzo Ducale: la fessura di vista sul bacino è strettissima, ed è esattamente ciò che il progetto voleva.

Da dove si guarda

La vista migliore, e la più fotografata, è dal Ponte della Paglia, sulla Riva degli Schiavoni: da lì il ponte si inquadra fra Palazzo Ducale e le Prigioni, con il rio che corre sotto. È un punto stretto e molto frequentato; una seconda inquadratura, più tranquilla, si ottiene dal lato opposto, dal Ponte de la Canonica, dietro la Basilica.

Consiglio pratico: il Ponte della Paglia è stretto e spesso congestionato: fermarsi al centro rallenta tutti e non aiuta nemmeno la fotografia. Meglio arrivarci presto al mattino o dopo il tramonto, tenere lo zaino davanti e lasciare libero il passaggio. Per attraversare il ponte dall'interno serve la visita a Palazzo Ducale, con modalità e orari da verificare sui canali ufficiali.

Pochi minuti da casa

Dai due appartamenti si arriva a piedi in pochi minuti, e la differenza la fa l'orario: chi passa di qui alle prime luci trova la riva quasi deserta e il rio ancora in ombra, con l'acqua ferma che riflette la pietra bianca.

Consigli pratici

  • La vista migliore è dal Ponte della Paglia, sulla Riva degli Schiavoni.
  • È uno dei punti più affollati della città: la mattina presto si fotografa meglio.
  • Il passaggio interno al ponte si vede solo dall'itinerario di Palazzo Ducale.
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