L'ingresso dell'Arsenale di Venezia, nel sestiere di Castello
L'Arsenale di Venezia — foto: dconvertini · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Castello è il sestiere più grande di Venezia e, curiosamente, quello che i visitatori attraversano meno. Basta allontanarsi di poche centinaia di metri da Piazza San Marco perché il flusso si diradi e le calli tornino a essere strade di quartiere, con i panni stesi, le botteghe, i bambini che giocano in campo. La passeggiata che segue si fa in un pomeriggio, tutta a piedi, e non richiede biglietti se non volete entrare da nessuna parte.

Il primo campo: Santa Maria Formosa

Si parte da Campo Santa Maria Formosa, uno dei più ampi e irregolari della città, con la chiesa isolata al centro: l'edificio attuale è di fine Quattrocento, opera di Mauro Codussi su una fondazione molto più antica, e ha la particolarità di presentare due facciate, una verso il campo e una verso il rio. Attorno stanno alcuni palazzi che meritano uno sguardo alle finestre e ai camini, tipici del gotico e del primo Rinascimento veneziano.

Sul lato del rio si trova la Fondazione Querini Stampalia, palazzo di famiglia diventato biblioteca e pinacoteca. Il piano terra e il giardino furono ripensati da Carlo Scarpa nei primi anni Sessanta con una soluzione che non combatte l'acqua alta ma la accoglie, lasciandola entrare e defluire su superfici studiate apposta. È una delle poche occasioni per vedere architettura contemporanea di alto livello dentro un palazzo veneziano.

Santi Giovanni e Paolo, il pantheon dei dogi

Da qui si prosegue verso nord fino a Campo Santi Giovanni e Paolo, che i veneziani chiamano San Zanipolo. La basilica domenicana è enorme, in mattoni, e ospita le sepolture di decine di dogi: era la chiesa dei funerali di Stato, il corrispettivo civile di quello che la basilica marciana rappresentava per il potere ducale. Accanto si alza la facciata della Scuola Grande di San Marco, con le prospettive marmoree in trompe l'oeil di Pietro Lombardo e Mauro Codussi, oggi ingresso monumentale dell'ospedale cittadino.

Al centro del campo sta il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni, capitano di ventura al servizio della Repubblica: il bronzo fu modellato da Andrea del Verrocchio e fuso dopo la sua morte da Alessandro Leopardi. Vale la pena girargli attorno, perché la torsione del cavaliere e la tensione del cavallo cambiano completamente a seconda del punto da cui si guarda.

Consiglio pratico: molte chiese veneziane chiudono nelle prime ore del pomeriggio e la domenica mattina restano riservate alle funzioni. Se il vostro percorso include un interno preciso, verificate giorni e orari sui canali ufficiali della chiesa o del circuito che la gestisce, e organizzate la passeggiata di conseguenza.

Verso l'Arsenale

Tornando verso sud e poi a est si entra nella parte più tranquilla del sestiere. Lungo la strada, chi ha tempo può fermarsi alla Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone, piccola sede di confraternita che conserva il ciclo di teleri di Vittore Carpaccio dedicato ai santi protettori della comunità dalmata, e poco oltre a San Giorgio dei Greci, chiesa della comunità ortodossa, riconoscibile dal campanile visibilmente inclinato.

Il passo successivo è l'Arsenale, il cantiere navale che per secoli ha costruito la flotta della Serenissima e che occupa un'area enorme, in gran parte ancora chiusa e accessibile solo in occasioni particolari. Dall'esterno si vede la Porta Magna, del Quattrocento, considerata una delle prime opere rinascimentali della città, e i leoni di marmo che le stanno davanti: il più grande proviene dal Pireo e porta incise iscrizioni runiche lasciate da mercenari scandinavi. Poco distante, il Museo Storico Navale racconta la marineria veneziana con modelli e imbarcazioni originali.

Via Garibaldi e i Giardini

Poco oltre si apre via Garibaldi, la strada più larga di Venezia: non è nata così, è il risultato dell'interramento di un canale in età napoleonica. Qui il sestiere mostra la sua faccia quotidiana, con i banchi di frutta e verdura, le botteghe e i tavolini fuori. È il posto giusto per ricordarsi che Venezia è ancora una città abitata e non solo un centro storico da attraversare.

In fondo alla strada si arriva ai Giardini, anch'essi di origine napoleonica, che ospitano la Biennale dal 1895 e, dal primo Novecento, i padiglioni nazionali: nei periodi di apertura delle esposizioni la zona si anima molto, nel resto dell'anno resta un parco di quartiere. Chi vuole allungare può spingersi fino a Sant'Elena, la punta orientale della città, silenziosa e residenziale, da cui si torna comodamente in vaporetto.

Il ritmo di Castello

La forza di questo percorso non sta nei singoli monumenti ma nel ritmo: si cammina senza rallentamenti, ci si siede in un campo senza cercare posto, si sente parlare veneziano. È anche il sestiere in cui si trova Domus Remedio, in Fondamenta del Remedio, a due minuti a piedi da Piazza San Marco: da lì la passeggiata comincia praticamente sulla porta di casa, e si può rientrare a metà pomeriggio e uscire di nuovo la sera senza mai prendere un mezzo.

Castello, il sestiere sotto casa

Domus Remedio si trova in Fondamenta del Remedio, nel cuore di Castello, e Domus dei Fabbri a pochi minuti dall'altra parte di Piazza San Marco: due basi comode per esplorare a piedi la Venezia meno battuta.