A Venezia l'acqua non è uno sfondo: è un meccanismo, e funziona con una regolarità che si impara a riconoscere in un paio di giorni. I gradini dei portoni cambiano colore a mezza altezza, i pontili si alzano e si abbassano, i canali a volte sembrano pieni fino all'orlo e a volte lasciano scoperta una fascia di alghe sui muri. Non è un dettaglio pittoresco: è il respiro della laguna, e capirlo rende la città molto più leggibile.
Una laguna costruita
La laguna di Venezia è la più estesa del Mediterraneo, e non è un ambiente semplicemente naturale: è un equilibrio che l'uomo ha mantenuto per secoli con interventi continui. Una laguna, lasciata a sé stessa, tende a finire in due modi opposti: si interra, riempita dai sedimenti che i fiumi trasportano, oppure viene erosa dal mare e si trasforma in un braccio d'acqua salata. La Repubblica di Venezia capì il problema molto presto e vi dedicò magistrature apposite: nel corso dei secoli furono deviati i corsi dei fiumi che sfociavano in laguna, per allontanarne i detriti, e furono costruite lunghe difese in pietra a protezione dei litorali. Quel lavoro non si è mai interrotto, ed è la ragione per cui la città è ancora dove l'hanno costruita.
Le bocche di porto
La laguna comunica con il mare Adriatico attraverso tre varchi fra i litorali, chiamati bocche di porto: quella del Lido, quella di Malamocco e quella di Chioggia. Sono passaggi stretti in rapporto all'estensione dello specchio d'acqua interno, e da lì entra ed esce tutta l'acqua che riempie e svuota la laguna, due volte al giorno. Quel ricambio è vitale, perché è ciò che tiene viva la laguna e ne rinnova le acque. All'interno il fondale non è affatto uniforme: canali profondi, segnalati da pali infissi nel fango, si intrecciano con distese bassissime dove una barca si arenerebbe. Chi naviga qui segue rotte precise, e i pali che vedete affiorare non sono decorazione ma segnaletica.
Il ritmo delle maree
Il ciclo è semplice: l'acqua sale per circa sei ore, poi scende per altrettante, e nell'arco della giornata si contano due massimi e due minimi. L'Adriatico, per la sua forma stretta e allungata, ha escursioni di marea più marcate rispetto al resto del Mediterraneo, e la laguna le riceve attraverso le bocche di porto. Nella normalità si tratta di variazioni contenute, che si notano soprattutto guardando i gradini bagnati. Le cose cambiano quando alla marea astronomica si sommano altri fattori: una bassa pressione atmosferica e soprattutto lo scirocco, il vento che risale l'Adriatico e accumula l'acqua davanti alla laguna. In quel caso il livello sale più del previsto ed è il fenomeno che tutti conoscono come acqua alta, più probabile tra l'autunno e l'inizio della primavera. Esiste anche il contrario, l'acqua bassa, meno raccontato ma altrettanto reale: alcuni rii si svuotano al punto da rendere difficile la navigazione.
La città convive con tutto questo in modo organizzato. Il Comune dispone di un servizio che elabora e diffonde le previsioni di marea, consultabili con largo anticipo, e nelle giornate critiche vengono diffusi avvisi acustici e predisposte le passerelle rialzate lungo i percorsi principali. Gli eventi di acqua alta durano poche ore attorno al colmo: passata la punta, l'acqua si ritira da sola.
Barene, velme e ghebi
Uscendo dal centro abitato, la laguna mostra la sua parte meno fotografata e più importante. Le barene sono superfici piatte che emergono con la bassa marea e vengono sommerse con l'alta, coperte da una vegetazione capace di sopportare il sale; le velme restano appena sotto il pelo dell'acqua; i ghebi sono i piccoli canali sinuosi che le attraversano come vene. Sono ambienti fragili e preziosi: ospitano una fauna ricchissima, in particolare uccelli acquatici, e attenuano il moto ondoso proteggendo indirettamente la città. La loro superficie si è ridotta nel tempo, anche per effetto delle onde prodotte dai motori, e da anni sono oggetto di interventi di ricostruzione.
Il MOSE
Alle tre bocche di porto sono state installate schiere di paratoie mobili, il sistema noto come MOSE. In condizioni normali le paratoie restano adagiate sul fondo, riempite d'acqua e invisibili, e la laguna respira liberamente. Quando le previsioni annunciano una marea superiore a una soglia stabilita, vi si immette aria compressa: le paratoie si sollevano e isolano temporaneamente la laguna dal mare, per il tempo necessario. Il sistema è entrato in funzione negli ultimi anni ed è stato azionato in occasione degli eventi più intensi. Non elimina le maree ordinarie, che restano parte della vita quotidiana della città, e ogni chiusura viene decisa di volta in volta sulla base delle previsioni. Per sapere cosa succede in un giorno preciso, le informazioni affidabili sono quelle diffuse dagli enti ufficiali che curano le previsioni e la gestione del sistema.
Venezia con i suoi tempi, dal cuore della città
Alloggiare in centro storico permette di adattarsi al ritmo dell'acqua senza fretta. I due appartamenti, in San Marco e in Castello, sono a pochi minuti a piedi dalla piazza.